domenica 1 marzo 2015

Domenica

Oggi è domenica. Giorno di passeggiate. Vado con il motorino su un sentiero in cemento in mezzo ai campi di riso. Continuo fin che diventa una traccia fangosa sul bordo delle terrazze coltivate. Proseguo a piedi e il fango filtra la gente che ora è fatta di soli contadini, lasciando i turisti meno ardimentosi indietro. E’ tutto campi, piccole villette per turisti e fattorie biologiche. Un mix di passato e futuro ad alto valore aggiunto. Un po’ come gli agriturismi in toscana. Quello che balza agli occhi è la rete di canali e canaletti onnipresente e efficace. Il riso non può stare asciutto. Necessita di manutenzione attenta tutti i giorni altrimenti i sedimenti bloccano tutto. E ovunque si vedono contadini curvi. 

La terra è bassa, e le schiene si curvano. La seconda scoperta è che son tutti vecchi. I giovani non ci sono. Forse hanno studiato e lavorano per i turisti. Meglio che a piedi nudi nel fango delle risaie. A ischia una ragazza produttrice di vino mi disse che le viti moriranno con la vecchia generazione. Anche qui? E che ne sarà delle terrazze patrimonio dell’unesco?



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