giovedì 20 dicembre 2012

E ridaje con la qualità


Questo blog viene mantenuto con tecnologia considerata di bassa qualità, quasi usa e getta: un ultrabook cinese, uno smartphone cinese, un collegamento a internet 3G da minirouter cinese. Io sono contento del risultato. Anzi, ho rinunciato ad usare una macchina fotografica buona per rendere il processo più vloce. Col telefonino non serve ricampionare le immagini e mi pasa la tentazione di fare qualunque editing. Una atrezzatura di qualità superiore sarebbe controproducente.

Sto lavorando con materiale di buona qualità relativa o percepita quanto tale. Ho la qualità appropriata. Quindi se la qualità è relativa (al contesto, ai bisogni, alla cultura, alle disponibilità finanziarie o di tempo) non esiste una qualità assoluta? Se è solo relativa qualunque cosa può essere di ottima qualità (in particolar modo dal punto di vista di chi produce la cosa). Ha ragione la Cina a fare quasi tutto usa e getta? Ma i cacciaviti cinesi che si rompono ogni dieci viti avvitate sono di qualità? Probabilmente si se avvito solo 5 viti.

Se la qualità ha una parte intrinseca più una parte relativa, come le definisco e come definisco il loro rapporto?. Per esempio, se parlo di un politico la parte intrinseca è l'etica (vorrei che non rubasse), mentre la parte relativa è il programma (io voglio meno tasse e la qualità sta con chi mi promette questo). Potremmo arrivare 

ad una etichetta di qualità fissa + variabile per ogni cosa?

Nel frattempo continuo a pensare.

Nel mio pensatoio

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