Questo blog viene mantenuto con
tecnologia considerata di bassa qualità, quasi usa e getta: un
ultrabook cinese, uno smartphone cinese, un collegamento a internet
3G da minirouter cinese. Io sono contento del risultato. Anzi, ho
rinunciato ad usare una macchina fotografica buona per rendere il
processo più vloce. Col telefonino non serve ricampionare le
immagini e mi pasa la tentazione di fare qualunque editing. Una
atrezzatura di qualità superiore sarebbe controproducente.
Sto lavorando con materiale di buona
qualità relativa o percepita quanto tale. Ho la qualità appropriata. Quindi se
la qualità è relativa (al contesto, ai bisogni, alla cultura, alle
disponibilità finanziarie o di tempo) non esiste una qualità
assoluta? Se è solo relativa qualunque cosa può essere di ottima
qualità (in particolar modo dal punto di vista di chi produce la
cosa). Ha ragione la Cina a fare quasi tutto usa e getta? Ma i
cacciaviti cinesi che si rompono ogni dieci viti avvitate sono di
qualità? Probabilmente si se avvito solo 5 viti.
Se la qualità ha una parte intrinseca più una parte relativa, come le definisco e come definisco il loro rapporto?. Per esempio, se parlo di un politico la parte intrinseca è l'etica (vorrei che non rubasse), mentre la parte relativa è il programma (io voglio meno tasse e la qualità sta con chi mi promette questo). Potremmo arrivare
Se la qualità ha una parte intrinseca più una parte relativa, come le definisco e come definisco il loro rapporto?. Per esempio, se parlo di un politico la parte intrinseca è l'etica (vorrei che non rubasse), mentre la parte relativa è il programma (io voglio meno tasse e la qualità sta con chi mi promette questo). Potremmo arrivare
ad una etichetta di qualità fissa + variabile per ogni cosa?
Nel frattempo continuo a pensare.
Nel frattempo continuo a pensare.
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