Dopo una settimana abbiamo gia
abitudini e luoghi dove ci conoscono. Siamo andati a mangiare al
ristorantino preferito. La cosa importante è essere sempre
attrezzati come se potesse diluviare e lasciare la casa in modo che
se diluvia non si bagni nulla. Dopo un chilometro comincia a piovere.
Non tanto, ma quello che basta a bagnare. Sosta strategica sotto un
albero e via libera alle mantelle. E' piovuto tutta la sera e dopo, un
piatto greco e uno indiano conditi da lassi al cardamomo, siam tornati
sotto la pioggia arrotolando i pantaloni per non offrire all'acqua nessun
centimetro lasciato scoperto dalle mantelle.
La mantella è un buon esempio di tecnologia basica, geniale, facile da produrre e molto più efficace dei suoi contendenti in uso (ombrelli e impermeabili) che invecie van di moda. La mantella è unica nella
sua semplicità perchè ti ripara mentre cammini ma non accumula
sudore come una giacca cerata (anche il goretex fa schifo dopo un po'
di tempo sotto l'acqua) e protegge anche tutto quello che porti con te. E' un rettangolone di roba
impermeabile con un buco per il cappuccio. Ehhh.., sembra facile. Un
iniziato guarda ai molti particolari che poi si riveleranno vie di
ingresso per l'acqua con successivi smadonnamenti e incazzature. Quando si sceglie, il primo
dilemma è tessuto (più morbido e leggero) contro cerata (molto più
ruvida e pesante). Il primo è molto meglio ma non può reggere più
di tanto. Non prendo in considerazione nylon da due soldi. C'è poi
da considerare le chiusure ai lati, le saldature del cappuccio
(termiche o non) e i raccordi attorno al collo. Come sempre la conoscenza di settore è ricchezza (vogliamo parlare di knowledge management?).
Una cerata affidabile è come la borsa
dell'acqua calda d'inverno in un letto senza riscaldamento.
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