venerdì 21 dicembre 2012

Elogio alla mantella


Dopo una settimana abbiamo gia abitudini e luoghi dove ci conoscono. Siamo andati a mangiare al ristorantino preferito. La cosa importante è essere sempre attrezzati come se potesse diluviare e lasciare la casa in modo che se diluvia non si bagni nulla. Dopo un chilometro comincia a piovere. Non tanto, ma quello che basta a bagnare. Sosta strategica sotto un albero e via libera alle mantelle. E' piovuto tutta la sera e dopo, un piatto greco e uno indiano conditi da lassi al cardamomo, siam tornati sotto la pioggia arrotolando i pantaloni per non offrire all'acqua nessun centimetro lasciato scoperto dalle mantelle.

La mantella è un buon esempio di tecnologia basica, geniale, facile da produrre e molto più efficace dei suoi contendenti in uso (ombrelli e impermeabili) che invecie van di moda. La mantella è unica nella sua semplicità perchè ti ripara mentre cammini ma non accumula sudore come una giacca cerata (anche il goretex fa schifo dopo un po' di tempo sotto l'acqua) e protegge anche tutto quello che porti con te. E' un rettangolone di roba impermeabile con un buco per il cappuccio. Ehhh.., sembra facile. Un iniziato guarda ai molti particolari che poi si riveleranno vie di ingresso per l'acqua con successivi smadonnamenti e incazzature. Quando si sceglie, il primo dilemma è tessuto (più morbido e leggero) contro cerata (molto più ruvida e pesante). Il primo è molto meglio ma non può reggere più di tanto. Non prendo in considerazione nylon da due soldi. C'è poi da considerare le chiusure ai lati, le saldature del cappuccio (termiche o non) e i raccordi attorno al collo. Come sempre la conoscenza di settore è ricchezza (vogliamo parlare di knowledge management?).
Una cerata affidabile è come la borsa dell'acqua calda d'inverno in un letto senza riscaldamento.

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