venerdì 11 gennaio 2013

Ponti tra culture


Maria ha un dolore a una spalla da quando siamo qui. Ha avuto un simile problema all'altra spalla due anni fa. Dopo ogni tipo di cura tentata, l'unico rimedio definitivo e' stata una infiltrazione di cortisone. Funziona alla grande. Siamo andati in una clinica ayurvedica. E' molto accogliente e pulita. La dottoressa e' una giovane indiana. Scherzo con il marito tedesco. Ci presentiamo entrambi come autisti e aiutanti delle mogli. Una buona integrazione di culture: il sentimento indiano per la cura e la razionalita' tedesca per il management della struttura. Stanno costruendo molti nuovi padiglioni. Lo fanno a Bali perche' in Germania era troppo difficile avere i permessi (mai sentita questa storia da noi?).

Cosa spera di ottenere? E' una domanda interessante. Quello che non viene capito viene confinato nella classificazione di mistico e dell'atto di fede. Non accettiamo che la conoscenza occidentale del mondo e del nostro funzionamento sia limitata. L'agopuntura ha curato miliardi di cinesi per decadi. Solo effetto placebo?

Il male non e' una passeggiata e la morte fa paura. L'umanita' e' sempre ricorsa alla medicina, in modo diverso a seconda della conoscenza e tecnologia disponibili. I processi comunque sono sempre stati simili: codificazione dei sintomi, correlazione tra cure disponibili e sintomi, scelta delle cure che sembra funzionino. Spesso il tutto viene messo in un quadro d'insieme che spiega come funzioniamo e perche' perche' le cure hanno effetto. La medicina occidentale e' solo l'ultima nata ma puo' contare su una tecnologia senza uguali ma cura solo il 30% dei malati trattati. La medicina codificata e scritta piu' antica e' l'ayurvedica che ha almeno 4 mila anni. O noi siamo gli unici furbi e ci sono stati imbecilli per migliaia di anni (statisticamente mi sembra poco probabile), o qualche cosa di buono le altre medicine hanno avuto (e ancora hanno).

Ayurveda ha un approccio complessivo. Quindi non si danno solo pillole, ma la persona cambia le abitudini che possono portare a malattie. Lavora anche su dieta e atteggiamento mentale, oltre che su trattamenti. Di sicuro non fa male. Un cambiamento cercato e voluto e' un miglioramento.

E' possibile che accettiamo ancora che le lobby dei farmaci prosperino (alla grande) sulla pelle dell'umanita' e non si possa lavorare a integrare soluzioni esistenti per avere una vita piu' sana, lunga e senza dolore? Cosa abbiamo di piu' caro della nostra stessa vita per accetttare senza incazzarci queste imposizioni? Prendiamo il meglio di tutto.

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