sabato 23 gennaio 2016

Il paese dei tarocchi


Dal dizionario del corriere: falsificare è riprodurre qualcosa scopo fraudolento. Quindi se non c’è frode il copiare non ha connotazione negativa.

L’Italia è un posto di puristi dove tutto deve essere unico e possibilmente fatto a mano. Chi copia o compera cose copiate lo fa con un senso di colpa. Ma siamo anche il grande produttore europeo di tarocchi, secondi solo alla Cina, e non si deve dire. Las Vegas è un tarocco? Dire una bugia, poi, è taroccare il narrato delle cose?

In asia l’approccio è più flessibile. Il simbolo della Cina, la grande muraglia, è un tarocco fatto costruire da Mao. I mercati delle grandi città sono stati per anni la mia fonte di programmi a cinque dollari. Riprodurre quanto esiste è considerato assolutamente normale. Si troccano medicinali, alimenti, auto, armi. E’ Più facile fare l’elenco delle cosa non copiabili. A volte si può essere a disagio sapendo che i test clinici spesso sono taroccati. E l’acqua in bottiglia?  Secondo l’ONU in trenta per cento dei titoli di studio sono falsi come i dati economici delle principali economie sono falsi.

Ma in Italia un pensionato con novecento euro può permettersi cose uniche fatte a mano?

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