sabato 3 gennaio 2015

Arritonfa


Si riparte per Bali. Fra due settimane. Ed io ricomincio a scrivere, anche per scongiurare il mio analfabetismo di ritorno.

Siamo sotto feste di natale e il visto non arriva. Non c’è fretta. Il tempo non manca, ma conoscendo un po’ i paesi asiatici è sempre meglio avere tutto con largo anticipo.

I biglietti ci sono. La prima settimana siamo prenotati in albergo in zona centrale di Ubud. Poi cercheremo una sistemazione per i lunghi tempi. Manca la lista delle cose da portare per Giulia e la famiglia. Un po’ come tutti gli emigranti. Il mangiare della propria terra. I sapori delle radici. Quando vivevamo in Africa abbiamo viaggiato tante volte con le latte di olio d’oliva nel bagaglio a mano, facendo finta che fosse leggero. Altri tempi. Non ti pesavano e controllavano tutto. La gente che viaggiava era poca, e tutti chiudevano un occhio o due. Si è viaggiato con 40 chili di sovrappeso senza pagare. Ora paghi anche il chilo in più. Si abitava in posti con i negozi vuoti e il cambio al nero dieci volte il cambio ufficiale. Tutti chiudevano anche il terzo occhio.


Ubud di nuovo. Mi fa piacere. Logisticamente e culturalmente è la miglior scelta. Area hindu e buddista, ricca di cultura e non lontana dall’aeroporto internazionale di Dempasar. Un buon posto per andare e venire da Jakarta. Un buon posto per mangiare sano e tentare una dieta. Un buon posto per passare l'inverno. Voglio cercare di fare qualche corso di cultura balinese. Vediamo se è solo un buon proposito di inizio anno.

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