Il mio primo incontro con il cocco è stato da bimbo in spiaggia. Tutto era esotico: prodotto e venditore che, venendo dal meridione, urlava decantando la sua merce, cosa che nel composto veneto non si dovrebbe fare. Il costo era al limite del mio budget, e questo mi ha insegnato che le cose esotiche sono care. Allora quasi tutto era a km zero. Ora esotico non vuol più dire lontano ma raro che, in senso economico, è praticamente la stessa cosa. Ai tropici il cocco è molto comune. Quando atterri fuori da aree urbane è facile vedere distese chilometriche di palme. Ragazzi si arrampicano come scoiattoli su tronchi fini e alti qualche piano per tirar giù il necessario.
Newton visse in inghilterra ed elaborò i principi della fisica quando una mela gli cadde in testa. Fosse stato ai tropici sarebbe caduto un cocco che, vista l’altezza e il peso, probabilmente lo avrebbe ammazzato lasciando l’umanità a sviluppo scientifico zero. Nei paesi ex colonie anglosassoni, ai bordi delle piscine circondate da cocchi si vede spesso il cartello “attenzione, caduta noci di cocco”. Non ho mai capito il senso dell’avviso. Devo guardare sempre in alto e saltare quando cade un cocco? Devo mettermi un casco? Se cade e mi uccide possono dire: Ve lo avevo detto?
Qui la piscina è circondata da cocchi. Cosa devo fare?
Nessun commento:
Posta un commento