venerdì 27 febbraio 2015

Internazionale

Ai tropici fa caldo e ci si spoglia. La gente di tutte le culture tende ad avere meno cose addosso, a parte certe donne musulmane. I ragazzi giovani tolgono di più, perché hanno meno pudori e pelli più toniche, che non mettono in imbarazzo. I cinesi tolgono di meno, tutti. Ma loro sono a parte. E si delinea la presenza di una minoranza sempre più ridotta: i non tatuati. Perché tutti hanno un tatuaggio. A tutte le età. Le signore mature hanno pudici piccoli fiori o farfalle in zone un po' nascoste ma non troppo. I maschi maturi hanno pezzi di fumetti sbiaditi e grigiastri, residui di machismo di altri tempi. I ragazzi giovani hanno intere zone “tribali” che sembrano usciti da un incrocio tra metropolis e i maori.  Ora spopola la tappezzeria floreale a colori di dimensioni sempre maggiori, simil maglietta o assimmetrici. A farci l’occhio si identifica l’anno di fattura, un po’ come le auto o gli stili architettonici. E’ l’internazionale del tattoo che ha i suoi stili e mode che evolvono in tutto il mondo con varianti per continente. Tranne che in cina. 
Il viaggio crea una discontinuità con la routine e quindi è una bella tentazione per i viaggiatori. E quindi ci sono molti 
tatuatori. Hanno uno stile carico, ripreso dalla tradizione delle sculture e dei personaggi dei balli in costume. Che c'è di meglio di una maschera Barong sui polpacci, che nessun altro può vantare?


Nessun commento:

Posta un commento