Ieri sono arrivate un mucchio di ragazze giovani e tirate. Americane. Fanno un corso per l’abilitazione di insegnanti di Yoga. È bello avere una botta di gioventù che bilancia i pensionati, ormai in maggioranza nel giro del turismo. Più di trenta anni fa sull’Himalaya si usava dire che se si voleva cercare praticanti di yoga si doveva andare negli stati uniti e non in india. Cominciano presto il mattino e finiscono tardi la sera. La scuola è in una struttura di legno aperta e senza pareti in mezzo ad alberi altissimi. Sono gentili, hanno viaggiato parecchio e ti fanno capire che conoscono il mondo. Vengono qui perché questa scheggia hindo-buddista è meno traumatica della maleodorante india. In america ci sono 20 milioni di praticanti (un terzo della popolazione italiana). Il 70% guadagna più di 4.500 euro al mese. I tre quarti sono donne e spendono 30 miliardi di dollari l’anno in materiale per la pratica.
I giovani occidentali cercano in asia quello che l’occidente non è in grado di dare. Degli strumenti per indagare aree al di là del corpo fisico, trovare risposte alle lor domande e tar meglio. Come i ragazzi italiani scappano dal belpaese in cerca di opportunità di vita, i ragazzi europei o americani scappano dalle religioni ingessate che trovano nel loro paese, mettendosi spesso nelle manUbicazionei di ciarlatani e opportunisti. Ma hanno ragione e fanno bene a cercare quello che le loro culture imbalsamate non sanno offrire.

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